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Integrazione scolastica - Inclusione

Premessa

Nel nostro istituto è ampiamente consolidato il principio che l’integrazione e l'inclusione scolastica attraverso l’uguaglianza delle opportunità siano diritto di ogni alunno. Ogni bambino deve potersi integrare nell’esperienza educativa che esso offre, così da essere riconosciuto e riconoscersi come membro attivo della comunità scolastica, coinvolto nelle attività che vi si svolgono: a tutti gli effetti incluso nel rispetto della diversità. La presenza, nella scuola, dei bambini con svantaggio è occasione di maturazione per tutti e insegna a considerare e a vivere la diversità come una dimensione esistenziale e non come una caratteristica emarginante.

Nel nostro territorio scolastico si riscontrano varie tipologie di diversità:

  1. La diversità dalle caratteristiche fisico-psichiche e di personalità alle caratteristiche cognitive (la pluralità delle intelligenze, la variabilità degli stili, dei ritmi, dei tempi, delle strategie di apprendimento);
  2. La diversità conseguente a situazioni di disabilità;
  3. La diversità che deriva da svantaggi di tipo socio - economico - culturale e che si caratterizza con difficoltà di apprendimento e/o di relazione;
  4. La diversità derivante dalle multietnie presenti nella società.

La Direttiva Ministeriale del 27/12/12 ha introdotto la figura dei B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali, riferita a tre categorie principali: disabilità, disturbi evolutivi specifici e svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale) in riferimento al modello I.C.F. - International Classification of Functioning, disability and health -, fondato sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2001), prevedendo un Piano Annuale per l'Inclusività (P.A.I.) che tiene conto, oltre che della Legge 104/1992, anche della Legge 170/2010 e del DM 5669/2011 riguardanti il P.D.P. (Piano Didattico Personalizzato), documento importante che prende spunto delle linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA. Anche la CM 8 del 6/03/13 e la Nota 2563 del 22/11/2013 sottolineano l'impegno prezioso del Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (G.L.I) a favore delle situazioni di svantaggio.

Nella logica della normativa vigente, la scuola parte anzitutto dall’assunto che il bambino portatore di svantaggio è affidato a tutta l’équipe pedagogica.

Risorse umane

  • La Famiglia è la prima realtà istituzionale con cui collaborare affinché, quanto poi messo in atto dalla scuola, possa veramente giungere ad una reale integrazione e ad un realistico progetto di vita per l’alunno.
  • Il Dirigente scolastico, come figura principe e primo responsabile del progetto,  partecipa alle riunioni delle commissioni, viene messo continuamente al corrente dai referenti del percorso scolastico di ogni alunno con B.E.S. ed è interpellato direttamente nel caso si presentino particolari difficoltà nell’attuazione dei progetti.
  • Il Collegio Docenti è l’organismo che, approvando l’intero P.T.O.F., si assume poi realmente l’incarico di verificare la realizzazione dei progetti in esso contenuti e in tal caso dell’intero progetto.
  • Il Consiglio di classe/Modulo dedica ad ogni convocazione uno spazio per la definizione e la verifica progressiva del Piano Educativo Individualizzato (cioè tutto quanto viene definito ed attuato, in collaborazione con la famiglia, con l’Unità di neuropsichiatria infantile e con l’educatore, per l’integrazione dell’alunno disabile) e del P.D.P., Piano Didattico Personalizzato. In questa parte di lavoro è ammessa la presenza, se richiesta, della Figura strumentale per l'Inclusione e del referente per l'Intercultura della scuola, nonché dell'educatore e dell'assistente all'autonomia, ove presenti.  Per esigenze particolari, è possibile che il coordinatore di classe e l’insegnante di sostegno chiedano al Dirigente Scolastico la convocazione di consigli di classe straordinari, oltre a quelli in calendario. Ogni insegnante, per la sua disciplina, supportato dall’insegnante di sostegno, presa visione del P.D.F. (Profilo Dinamico Funzionale, cioè del documento che, sulla base della Diagnosi Funzionale, contiene un quadro generale della situazione di partenza e dei possibili sviluppi dell'alunno con disabilità sotto tutti i punti di vista) e del P.E.I. dell’anno precedente, tenendo conto delle indicazioni della nuova Diagnosi Funzionale, mette in atto, durante i primi tre mesi del primo anno, le strategie metodologiche necessarie a una osservazione iniziale attenta (test, lavori di gruppo, verifiche, colloqui, etc) che consenta di raccogliere il maggior numero di elementi utili alla definizione del P.D.F. e del P.E.I. dell’anno e dell’intero progetto di vita (orientamento futuro in altre scuole).
  • La Funzione strumentale Inclusione, in stretta collaborazione con il dirigente scolastico, promuove l'accoglienza, l'integrazione,  e l'inclusione degli alunni con BES, alunni stranieri, alunni adottati, alunni fuori dalla famiglia d’origine, partecipando ai lavori del Gruppo di Lavoro Inclusione, ai tavoli di rete e alla formazione organizzata a livello ministeriale, regionale e/o territoriale. La Funzione strumentale costituisce un punto di riferimento nell’istituzione scolastica sui temi dell’inclusione, facilitando i rapporti con le famiglie e con i diversi soggetti istituzionali coinvolti nel processo di integrazione, coordinando e supportando l'attività dei docenti, come singoli e come équipe pedagogiche.
  • La Referente intercultura  aiuta i coordinatori di classe e il team nella lotta alla dispersione scolastica degli alunni di origine straniera e nella diffusione di un clima di inclusione interculturale, attraverso l'organizzazione della progettualità relativa all'alfabetizzazione degli alunni di origine straniera e la messa a disposizione del protocollo di accoglienza e delle linee guida per alunni stranieri, adottati e fuori dalla famiglia di origine.

Insegnante di Sostegno

 L’insegnante di sostegno è colui che:

  • lavora a più stretto contatto con il ragazzo in situazione di disabilità
  • lavora con gli insegnanti del consiglio di classe/modulo per l’integrazione, incontrandosi anche singolarmente con loro per definire l’attuazione pratica di quanto deciso nel P.E.I. dall’intero consiglio di classe
  • collabora con l’educatore e con l'assistente all'autonomia al fine di monitorare continuamente l’andamento del progetto (il P.E.I.), nella sua definizione ed attuazione, secondo quanto pensato e definito dal consiglio di classe. Gli incontri con gli educatori avverranno con una cadenza che verrà stabilita in itinere sulla base delle necessità organizzative del lavoro educativo e didattico. Per tali incontri non è prevista una verbalizzazione inerente i contenuti discussi, almeno che gli stessi non risultino particolarmente significativi
  • si occupa praticamente della stesura del P.D.F. e del P.E.I., in piena collaborazione con l’intero Consiglio di classe/Modulo, la famiglia e i collaboratori esterni
  • mantiene i contatti con la psicologa che ha in carico il ragazzo, prevedendo almeno tre incontri annuali nei quali sia presente la famiglia, l’insegnante di sostegno e l’educatore. Tali incontri devono essere verbalizzati e allegati al P.E.I.
  • l’insegnante di sostegno è una risorsa non solo per la disabilità ma per tutti gli alunni, poiché contribuisce in maniera importante a progettare interventi individualizzati e curriculari. Una figura di riferimento per gli alunni che assume una valenza affettiva importante all’interno del sistema scolastico

L'assistente all'autonomia personale

L'assistente all'autonomia personale lavora a stretto contatto con l’insegnante di sostegno. Segue  il ragazzo secondo quanto definito nel P.E.I., apportando solitamente un aiuto didattico, finalizzato a una migliore socializzazione, all'acquisizione di maggiore autonomia a muoversi sul territorio, all'attuazione di progetti con associazioni e enti.

Personale A.T.A.

Il personale A.T.A.:

  • si prevede la partecipazione a corsi di formazione, qualora vengano organizzati dall’ufficio scolastico provinciale, in funzione dell’assistenza alla persona, in ordine alla struttura ed organizzazione scolastica sull’handicap
  • Individuazione di un referente che partecipi al Gruppo di lavoro inclusione e funga da punto di riferimento per tutto il settore B.E.S.

Visite d’istruzione / attività integrative

Per quanto riguarda le visite d’istruzione, nelle classi in cui sono inseriti alunni con disabilità, per un’adeguata integrazione e tutela degli stessi, si prevede la presenza di un insegnante in più del consiglio di classe, rispetto al rapporto 1/15 fissato per le visite d’istruzione in genere; nel caso in cui si trovino ad andare insieme due classi con alunni con disabilità, si ritiene sufficiente comunque un insegnante in più, per entrambe le classi. E’ auspicabile che per le specifiche competenze, non certo per delegare, possa essere l’insegnante di sostegno a fungere da accompagnatore delle classi in cui vi è l’alunno disabile. Nel caso in cui il consiglio di classe veda la necessità della presenza di un assistente all'autonomia, ci si attiverà per reperirlo anzitutto presso la cooperativa e previo assenso della famiglia; tuttavia questi, non essendo un insegnante dell’istituto, non potrà essere conteggiato ai fini dell’insegnante in più rispetto al rapporto 1/15.

Piano Annuale per l’Inclusione

Il Piano annuale per l’Inclusività (P.A.I.), previsto dalla Direttiva del 27 dicembre 2012 e dalla C.M. n. 8/2013 a firma del Capo Dipartimento per l'Istruzione, intende fornire un elemento di riflessione nella predisposizione del P.T.O.F, di cui il P.A.I. è parte integrante.

Il P.A.I. è lo sfondo ed il fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni, le linee guida per un concreto impegno programmatico per l’inclusione, basato su una attenta lettura del grado di inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie.

 

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA

“Il fenomeno dell’immigrazione è considerato un elemento costitutivo delle nostre società nelle quali sono sempre più numerosi gli individui appartenenti a diverse culture. L’integrazione piena degli immigrati nella società di accoglienza è un obiettivo fondamentale e, in questo processo, il ruolo della scuola è primario” (C.M. n.24 , 1 marzo 2006 – Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri).

“I minori stranieri, come quelli italiani, sono innanzitutto persone e, in quanto tali, titolari di diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale” (Linee guida per l'integrazione degli alunni stranieri, 2014).

L’Istituto Comprensivo Polo Ovest di Lumezzane è interessato da un discreto afflusso di alunni stranieri, alcuni dei quali al loro primo ingresso in Italia e pertanto anche al primo approccio con la lingua italiana.

Sulla base della normativa di riferimento, valutata la specifica situazione dell'istituto, si rende necessario stabilire delle prassi comuni all’interno dello stesso per far sì che questi alunni siano accolti e valorizzati in un’ottica interculturale.

La scuola ha la responsabilità di proporsi come luogo centrale della costituzione e condivisione di regole comuni, in quanto può agire attivando una pratica di vita quotidiana che si richiami al rispetto delle forme democratiche di convivenza e, soprattutto, può trasmettere i saperi indispensabili alla formazione della cittadinanza attiva e orientata a favorire il confronto, il dialogo, il reciproco riconoscimento e arricchimento delle persone nel rispetto delle diverse identità ed appartenenze. Il presente Protocollo persegue l’obiettivo di orientare i comportamenti di tutta la comunità scolastica a un più facile inserimento degli alunni stranieri.

Tale documento può essere considerato un punto di partenza comune, ma anche uno strumento di lavoro flessibile, aperto a successive revisioni ed integrazioni sulla base delle esperienze realizzate, dei bisogni individuati e delle risorse della scuola.